La coltivazione dell'olivo nel territorio Piceno risale agli albori della sua introduzione nella penisola italica da parte dei Fenici e Greci.
La selezione della verietà da mensa, oggi conosciuta come Ascolata Tenera è avvenuta nei secoli per opera dell'uomo e già dai tempi degli antichi Romani essa era nota ed apprezzata tanto da indicarla come "Picenae" ed in seguito denomianta "Ascolana".
Marziale, in un epigramma satirico, critica un tal Mancino per la grossolanità dei suoi banchetti in cui, tra le varie prelibatezze che mancavano, sottolinea l'assenza di olive picenae; in un altro epigramma, poi, accenna all'oliva picena come stimolatore di appetito.
Il nome di Ascolana Tenera è stato cambiato in Ascolana del Piceno e riconosciuta come "DOP" nel 2006.

(Corriere Adriatico, martedì 23 Gennaio 2007)



